I selezionatori sbagliano e gli algoritmi?

Algoritmo

Tutti noi siamo stati selezionati per un posto di lavoro e molti di noi si sono trovati dall’altro lato della scrivania a dover capire se chi ci sta di fronte è il candidato giusto.

Il colloquio come strumento è sicuramente soggettivo e non oggettivo e questo può essere forviante.

Sono molti i fattori che ci possono condizionare ma l’esperienza e il lavoro che facciamo su noi stessi  possono sicuramente minimizzarne gli effetti. Tutti noi siamo influenzati da stereotipi che però possiamo controllare se sappiamo quali sono quelli che maggiormente ci suggestionano; importante è anche sapere se siamo persone che si lasciano condizionare dalla prima impressione oppure se abbiamo maggior facilità nel ricordare le ultime cose dette o le prime, oppure ancora se abbiamo la tendenza a proiettare sugli altri alcune nostre caratteristiche.

Alcune start up stanno sperimentando software che tramite algoritmi sarebbe in grado di fare il lavoro di un selezionatore del personale. Sicuramente il risultato non verrebbe fuorviato dalla nostra personalità e sovrastrutture, ma non credo che sarebbe in grado di cogliere aspetti quali la passione e l’entusiasmo…. solo per citarne alcuni.

Un buon lavoro di analisi della nostra personalità e di conoscenza delle nostre peculiarità ci può insegnare ad essere più obbiettivi e orientati al risultato.

Poi se possiamo disporre di strumenti che ci aiutano nel nostro lavoro, ben vengano!!!!!

Cristina Tangorra 45 anni da 20 anni nelle risorse umane, un percorso che parte dalla consulenza aziendale nell’ambito della valutazione del potenziale e del clima aziendale per approdare poi alla selezione del personale. Laureata in psicologia del lavoro e delle organizzazioni mi specializzo in quello che è l’ambito più complesso della selezione del personale il Diversity Placement. Dinamica e temeraria anche nella vita amo l’avventura e gli sport ad alto tasso di adrenalina.

2 Commenti

  1. davide Rispondi

    Articolo interessante.
    Anche in finanza gli algoritmi quantitativi vengono utilizzati sempre piu’ spesso per determinare la bontà di uno strumento finanziario e il suo comportamento futuro in caso di eventi esogeni particolarmente stressanti. Credo pero’ che il valore aggiunto dato dalla soggettività del selezionatore e dal “fiuto” che chi fa da anni un certo mestiere ha sviluppato nel tempo non debbano essere sottovalutati. Si’ agli algoritmi ma come supporto all’attività decisionale!

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