Resilienza

Gandhi

Se ne parla sempre piu’ spesso in azienda soprattutto nei corsi di formazione e in un certo senso puo’ essere definita come l’arte di adattamento al cambiamento, trasformando le proprie incertezze in  opportunità e i rischi in cambiamento o innovazione. Il termine, di origine latina, significa “rimbalzare” ed è la capacità di un materiale di ritornare alla sua forma primitiva dopo essere stato deformato; fuori dall’originario contesto indica la forza di reagire di una persona alle situazioni avverse, fino a capovolgerle e a trasformarle in opportunità.

Far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Nell’ambito lavorativo significa rimanere altamente produttivi anche nelle turbolenze e nelle difficoltà, significa capitalizzare esperienze e far tesoro di esse come anche dei propri errori – compresi e corretti – per guardare avanti con energia, fiducia nei propri mezzi e voglia rinnovata di superare positivamente nuove sfide, utilizzando un semplice schema di comprensione del contesto e di valorizzazione delle proprie risorse. Alcuni studi hanno dimostrato come questa capacità sia fortemente correlata alla qualità delle relazioni sociali che riusciamo a stringere sia in ambito lavorativo sia privato. L’individuo resiliente ha costruito una rete di supporto sociale nell’ambiente sia lavorativo che extralavorativo riuscendo a dare un senso alla sua vita professionale agendo in accordo con il proprio sé e le proprie abitudini.

Credo che  questa caratteristica possa essere costruita e sviluppata cercando di avere un atteggiamento positivo di fronte ai cambiamenti vedendoli come un opportunità e non come un ostacolo. Il compito di favorire e incoraggiare questo processo di apprendimento spetta alle istituzioni formative, ai professionisti che si occupano di  outplacement e ricollocazione, coaching, e in prima battuta alla famiglia.

Cristina Tangorra 45 anni da 20 anni nelle risorse umane, un percorso che parte dalla consulenza aziendale nell’ambito della valutazione del potenziale e del clima aziendale per approdare poi alla selezione del personale. Laureata in psicologia del lavoro e delle organizzazioni mi specializzo in quello che è l’ambito più complesso della selezione del personale il Diversity Placement. Dinamica e temeraria anche nella vita amo l’avventura e gli sport ad alto tasso di adrenalina.

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